Descrizione della sala antistante la Cappella di Provvisione
Ascendasi da noi quella scala, che tiene ne' suoi lati in statue di marmo e Sant'Ambrogio minacciante con lsferza tra le mani, e la Giustizia adoprando sua Lance, che vederete le superiori stana,e in cui radunansi gli Reggitori edile pubbliche faccende; la Sala primiera, che trovate, serve per trattare gli cittadineschi affari, la cui Volta mostrando in Pittura la Triade Santissima con varietà d'Angeli venne dipinta da Pietro Francesco Mazzucchelli detto il Morazzoni.
Pg 256, descrizione della Cappella di Provvisione, posta al primo piano. "Entrate nella contigua Cappella ed osservate dianzi d'ogn'altra Pittura il Sant Ambrogio a Cavallo contro gli Ariani nella Tavola sull'Altare, perché io poi dirovvi esser uscito di pennello d'Ambrogio Figini, del Cerani sono nei compartiti di detta Cappella gli Santi Gio. Battista e Carlo; Colorì Camillo Procaccini S.S. Gervasio e Protasio; di Giulio Cesare suo fratello è il S. Barnaba e S. Sebastiano; dal Cerani ancora uscì in mezza figura il S. Francesco e della stessa grandezza fece Daniele Crespi il Salvatore, e S. Pietro Martire. Carlo Francesco Nuvoloni gli S.S. Ambrogio, Agostino ed Antonio di Padova; S. Giuseppe fu pennelleggiato da Guido Reni , ed il costantino imperatore che del Chiodo Santo ne fà un freno al suo Cavallo riconsce per suo Pittore Giulio Cesare Procaccini; del Duchino è la Nascita di S. Ambrogio e d'Andrea Pellegrini fono le figure, che trovansi colorite in varie Nicchie."
Descrizione della sala antistante la Cappella di Provvisione
"Nelle stanze superiori di questo Palazzo vi sono pitture insigni, tra le quali si conta per avviso del Torri, la Volta intiera della prima sala, che rappresenta la Santissima Trinità adorata dagli Angioli, opera di Francesco Mazzucchelli, denominato il Morazzone.[...] La riferita Sala ove siedono i mentovati Signori, ha esposta nel suo ingresso una tavola di marmo nero con iscritto il versetto del Salmo 126"Nisì Dominus custodierit Civitatem, in vanum vigilant qui custodiunt eam", ed un Cartello al di sopra, in cui si legge"Restaurtum arma MDCXXXVII", perchè a punto essendo Vicario il Sjg Conte Lodovico Archinti, Cavaliere tutto zelo come lo furono i suoi illustri Antenati, a benefizio della sua Patria, tra le altre premure si prese a cuore ancor questa, di fare in ogni parte riparare ed abbellire la gran Sala del Consiglio in cui Giovanni Ens raffigurò in ovali li Santi Ambrosio e Carlo Arcivescovi, ed in un lato fu appesa, rappresentata in disegno, una grande tavola Corografica di Milano, con ripartite all'intorno le vedute delle Fabbriche più insigni, tutte opera del celebre Disegnatore Giovanni Ricardi."
Pagine 163-164descrizione della Cappella di Provvisione, posta al primo piano."Nella Cappella poi a quella contigua l'immagine di Santo Ambrogio a cavallo e di Ambrogio Figino; San Giambattista, e San Carlo del Cerani; i Santi Protasìo e Gervasio di Camillo Procaccini; San Barnaba e San Sebastiano ed il Costantino Imperadore in attegiamento di far disporre uno de Sacri Chiodi in forma di freno, di Giulio Cesare dì lui fratello; San Francesco del Cerani; il Salvatore e San Pietro Martire di Daniele Crespi; i Santi Ambrosio, Agostino ed Antonío di Padova di Carlofrancesco Nuvoloní; San Giuseppe di Guido Reni; Santo Ambrogio nelle Cune colle Api che depositano il Mele nella bocca di lui, del Duchino; e di Andrea Pellegrini le figure colorite in varie nicchie".
Pagine 173-174descrizione della Cappella Giureconsulti, posta al piano terra."Si entra di poi nella Cappella dedicata a San Giovanni Evangelista, in cui stanno riposte insigni pitture; l'immagine dell'Altare rappresentante Maria Vergine con Gesù Barnbino e San Michele di Ambrogio Figino ed altre immagini entro le nicchie di Giulio Cesare Procaccino".
Pagina 118descrizione della Cappelladi Provvisione, posta al primo piano."Nelle stanze superiori vedrai pitture degne: nel cíelo della prima sala il Morazzoni dipinse la Trinità adorata dagli Angioli: nella cappella il S. Anbrogio in figura equestre contro de' Galli è del Figini; S. Gioanbatista, e S. Carlo del Cerani; i SS. Protaso e Gervaso di Camillo Procaccini: di suo fratello Giulio Cesare sono Santa Barbara, S. Sebastiano e l'Imperador Coftantino, che fa disporre il Sacro Chiodo in forma di freno; il lodato Cerani lavorò il quadro di S Francesco; Daniel Crespi quello del Salvatore, e di S Pietro Martire; Guido Reni di S Giuseppe: il Nuvoloni de SS. Ambrogio, Agostino e Antonio di Padova.La gran Sala del Consiglio fu ristorata 1731. essendo Vicario il Conte Lodovico Archinti, il di cui nome sia in eterna bénedizione, Padre vero della Patria. Vi fece scolpir in marmo:Nisi Dominus custodierit Civitatem, in vanum vigilantae."
Pagina 120 descrizione della Cappella Giureconsulti, posta al piano terreno."La Cappella è dedicata a S. Gio. Evangelista: il Figini vi dipinse l'апсопа; le nicchie il Procaccini. Servono a questo Collegio due Cancellieri Causidici, quattro Bidelli in abito scarlatto con le maniche, e i bavari di velluto".
Pg 147, descrizione della Cappella di Provvisione, posta al primo piano. "Il S. Ambrogio a Cavallo nel quadro del'Altare è di Ambrogio Figino. Ne comparti intorno alla Cappella i SS. Gio. Battista, Carlo ed Angeli sono del Cerano; e li SS. Gervasio e Protasio di Camillo Procaccini. Li SS. Barnaba e Sebastiano fono dì Giulio Cesare Procaccini. Sopra di questi quadretti vi sono varie mezze figure: cioè S. Francesco del Cerano. S. Pietro Martire di Daniel Crespi. S. Ambrogio e S. Agostino di Carlo Francesco Panfilo, e S. Antonio da Padova pur dello stesso. S. Giufeppe è di Guido Reni. L'istoria grande con Costantino Imperatore, che del Santo Chiodo fa formare il freno al fuo Cavallo, è di Giulio Cesare Procaccini. La Nascita di S Ambrogio e di Camillo Landariani Milanese detto il Deucino. Nel volto le varie nicchie fono dipinte da Andrea Pellegrini. Nella Sala di quelli Signori il quadro a olio nel volto è del Morazzone e rapprefenta la SS Trinità."
Pagine 81-82, descrizione della Cappella di provvisione, posta al primo piano. "Cappella dell'Eccma Città; Il Quadro grande all'Altare con S.Ambrogio a Cavallo, che discaccia gli Ariani, di Ambrogio Figino. Ne' comparti di detta Cappella vi sono diverse figure in piedi, un S. Giovanni Battista con alcuni Angioli, e un S. Carlo del Cerano, un S. Gervaso, e Protaso di Camillo Procaccino. S. Barnaba, e S. Sebastiano di Giulio Cesare Procaccini. Sopra detti Quadri vi sono alcune mezze figure. S. Francesco del Cerano, il Salvatore, e S. Pietro Martire, di Daniel Crespi, S. Ambrogio e S. Agostino di Carlo Francesco Panfilo, e S. Antonio da Padova, dello stesso. S. Giuseppe di Guido Reni. Un'Istoria grande di Costantino Imperatore, che del S. Chiodo ne fa formare il freno al suo cavallo, di Giulio Cesare Procaccino. La Nascita di S. Ambrogio, del Duchino."
Pagine 254-255, descrizione della Cappella dei Giureconsulti, posta al primo piano. Gli autori che parlano del palazzo sono il Lattuada, il Torre e il Sormani. Il Torre col suo stile ampolloso dice: "Consiste il sito del Collegio in due lunghe sale con altre stanze, occupatane già una in numerosa libreria e due portici esteriori per passaggio, con colonne doppie per sostentamento degli archi, e tra le due sale apresi vaga cappella, in cui dicesi cotidiana messa, havendo sull'altare gran tavola colorita Ambrogio Figini rappresentando in essa la Vergine col Bambino, San Michele con un altro santo. E le pitture delle ncchie sono di Giulio Cesare Procaccini e così Antonio Busca affaticossi con figure in bizzarria e tempera per ornare la volta della seconda sala".
Il Lattuada allega alla descrizione del palazzo una veduta della facciata un po' fantastica e per la torre che presenta a modo suo e per avere disegnato come se fosse riempito di vivo lo stretto spazio tra le colonne anziché da colonne isolate. Apprendiamo dalla narrazione che: "gli illustri cavalieri e dottori per segno di gratitudine hanno fatto gettare in bronzo l'effigie delle teste di ambedue questi Papi (Pio IV e Sisto V) dal petto in su e l'hanno collocate ad eterna memoria nella cappella del loro collegio"
Il Lattuada descrive la facciata esterna coi busti degli uomini illustri tra gli archi, e le armi papali colle sei palle dell'impresa dei medici ripetute nel cappello delle finestre. Poi ci descrive l'interno principiando dalla sala a sinistra di chi guarda la torre. "Le stanze interiori del collegio hanno principio da una vasta sala in cui si hanno le funzioni dei pubblici addottoramenti. E' questa tutta dipinta con architettura finissima di Giuseppe Antonio Castelli d Monza il quale vi lasciò il luogo per ripartirvi i ritratti dei cardinali che furono dottori dello stesso collegio. Nelle volte si vedono tre grandi ovati finiti con vaghissime pitture a fresco di Federico Panza, Stefano Maria Legnano ed Ambrogio Besozzi. Havvi poi altra lunga sala tutta ricoperta di ritratti di uomini insigni nelle cariche prelatizie e togate, parimenti dottori di questo collegio, colla volta dipinta da Antonio Busca eccellente dipintore; e qqui si conferiscono le lauree nelle altre facoltà e scienze. In questa sala sta appeso un trofeo di legno intagliato messo ad oro e bronzo in cui stanno i ritratti dell'augustissimo imperatore Carlo VI felicemente regnante, del serenissimo principe Eugenio Francesco di Savoja a destra del sg. Marchese Pirro Visconti a sinistra circondati di insegne corrispondenti al grado di cadauno". Seguono altre notizie interessanti sulla cappella. "Si entra di poi nella cappella dedicata a San Giovanni Evangelista in cui stanno riposte insigni pitture: l'immagine dell'altare rappresentante Maria Vergine con Gesù Bambino e San Michele di Ambrogio Figino, ed altre immagini dentro le nicchie di Giulio cesare Procaccino".
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Carlo Torre, Il Ritratto di Milano, 1674
Descrizione della sala antistante la Cappella di Provvisione
Ascendasi da noi quella scala, che tiene ne' suoi lati in statue di marmo e Sant'Ambrogio minacciante con lsferza tra le mani, e la Giustizia adoprando sua Lance, che vederete le superiori stana,e in cui radunansi gli Reggitori edile pubbliche faccende; la Sala primiera, che trovate, serve per trattare gli cittadineschi affari, la cui Volta mostrando in Pittura la Triade Santissima con varietà d'Angeli venne dipinta da Pietro Francesco Mazzucchelli detto il Morazzoni.Pg 256, descrizione della Cappella di Provvisione, posta al primo piano.
"Entrate nella contigua Cappella ed osservate dianzi d'ogn'altra Pittura il Sant Ambrogio a Cavallo contro gli Ariani nella Tavola sull'Altare, perché io poi dirovvi esser uscito di pennello d'Ambrogio Figini, del Cerani sono nei compartiti di detta Cappella gli Santi Gio. Battista e Carlo; Colorì Camillo Procaccini S.S. Gervasio e Protasio; di Giulio Cesare suo fratello è il S. Barnaba e S. Sebastiano; dal Cerani ancora uscì in mezza figura il S. Francesco e della stessa grandezza fece Daniele Crespi il Salvatore, e S. Pietro Martire. Carlo Francesco Nuvoloni gli S.S. Ambrogio, Agostino ed Antonio di Padova; S. Giuseppe fu pennelleggiato da Guido Reni , ed il costantino imperatore che del Chiodo Santo ne fà un freno al suo Cavallo riconsce per suo Pittore Giulio Cesare Procaccini; del Duchino è la Nascita di S. Ambrogio e d'Andrea Pellegrini fono le figure, che trovansi colorite in varie Nicchie."
Serviliano Lattuada, //Descrizione di Milano//, tomo quinto, 1738
Descrizione della sala antistante la Cappella di Provvisione
"Nelle stanze superiori di questo Palazzo vi sono pitture insigni, tra le quali si conta per avviso del Torri, la Volta intiera della prima sala, che rappresenta la Santissima Trinità adorata dagli Angioli, opera di Francesco Mazzucchelli, denominato il Morazzone.[...] La riferita Sala ove siedono i mentovati Signori, ha esposta nel suo ingresso una tavola di marmo nero con iscritto il versetto del Salmo 126"Nisì Dominus custodierit Civitatem, in vanum vigilant qui custodiunt eam", ed un Cartello al di sopra, in cui si legge"Restaurtum arma MDCXXXVII", perchè a punto essendo Vicario il Sjg Conte Lodovico Archinti, Cavaliere tutto zelo come lo furono i suoi illustri Antenati, a benefizio della sua Patria, tra le altre premure si prese a cuore ancor questa, di fare in ogni parte riparare ed abbellire la gran Sala del Consiglio in cui Giovanni Ens raffigurò in ovali li Santi Ambrosio e Carlo Arcivescovi, ed in un lato fu appesa, rappresentata in disegno, una grande tavola Corografica di Milano, con ripartite all'intorno le vedute delle Fabbriche più insigni, tutte opera del celebre Disegnatore Giovanni Ricardi."
Pagine 163-164 descrizione della Cappella di Provvisione, posta al primo piano."Nella Cappella poi a quella contigua l'immagine di Santo Ambrogio a cavallo e di Ambrogio Figino; San Giambattista, e San Carlo del Cerani; i Santi Protasìo e Gervasio di Camillo Procaccini; San Barnaba e San Sebastiano ed il Costantino Imperadore in attegiamento di far disporre uno de Sacri Chiodi in forma di freno, di Giulio Cesare dì lui fratello; San Francesco del Cerani; il Salvatore e San Pietro Martire di Daniele Crespi; i Santi Ambrosio, Agostino ed Antonío di Padova di Carlofrancesco Nuvoloní; San Giuseppe di Guido Reni; Santo Ambrogio nelle Cune colle Api che depositano il Mele nella bocca di lui, del Duchino; e di Andrea Pellegrini le figure colorite in varie nicchie".
Pagine 173-174 descrizione della Cappella Giureconsulti, posta al piano terra."Si entra di poi nella Cappella dedicata a San Giovanni Evangelista, in cui stanno riposte insigni pitture; l'immagine dell'Altare rappresentante Maria Vergine con Gesù Barnbino e San Michele di Ambrogio Figino ed altre immagini entro le nicchie di Giulio Cesare Procaccino".
Nicolo' Sormani, Giornata terza de passeggi..., 1752
Pagina 118descrizione della Cappella di Provvisione, posta al primo piano."Nelle stanze superiori vedrai pitture degne: nel cíelo della prima sala il Morazzoni dipinse la Trinità adorata dagli Angioli: nella cappella il S. Anbrogio in figura equestre contro de' Galli è del Figini; S. Gioanbatista, e S. Carlo del Cerani; i SS. Protaso e Gervaso di Camillo Procaccini: di suo fratello Giulio Cesare sono Santa Barbara, S. Sebastiano e l'Imperador Coftantino, che fa disporre il Sacro Chiodo in forma di freno; il lodato Cerani lavorò il quadro di S Francesco; Daniel Crespi quello del Salvatore, e di S Pietro Martire; Guido Reni di S Giuseppe: il Nuvoloni de SS. Ambrogio, Agostino e Antonio di Padova.La gran Sala del Consiglio fu ristorata 1731. essendo Vicario il Conte Lodovico Archinti, il di cui nome sia in eterna bénedizione, Padre vero della Patria. Vi fece scolpir in marmo:Nisi Dominus custodierit Civitatem, in vanum vigilantae."
Pagina 120 descrizione della Cappella Giureconsulti, posta al piano terreno."La Cappella è dedicata a S. Gio. Evangelista: il Figini vi dipinse l'апсопа; le nicchie il Procaccini. Servono a questo Collegio due Cancellieri Causidici, quattro Bidelli in abito scarlatto con le maniche, e i bavari di velluto".
**Francesco Bartoli, //Notizia delle Pitture, Sculture//**, ed Architetture...., 1776
Pg 147, descrizione della Cappella di Provvisione, posta al primo piano.
"Il S. Ambrogio a Cavallo nel quadro del'Altare è di Ambrogio Figino. Ne comparti intorno alla Cappella i SS. Gio. Battista, Carlo ed Angeli sono del Cerano; e li SS. Gervasio e Protasio di Camillo Procaccini. Li SS. Barnaba e Sebastiano fono dì Giulio Cesare Procaccini.
Sopra di questi quadretti vi sono varie mezze figure: cioè S. Francesco del Cerano. S. Pietro Martire di Daniel Crespi. S. Ambrogio e S. Agostino di Carlo Francesco Panfilo, e S. Antonio da Padova pur dello stesso. S. Giufeppe è di Guido Reni.
L'istoria grande con Costantino Imperatore, che del Santo Chiodo fa formare il freno al fuo Cavallo, è di Giulio Cesare Procaccini. La Nascita di S Ambrogio e di Camillo Landariani Milanese detto il Deucino. Nel volto le varie nicchie fono dipinte da Andrea Pellegrini. Nella Sala di quelli Signori il quadro a olio nel volto è del Morazzone e rapprefenta la SS Trinità."
Bianconi, //Nuova guida della città di Milano,// 1783
Pagine 81-82, descrizione della Cappella di provvisione, posta al primo piano.
"Cappella dell'Eccma Città;
Il Quadro grande all'Altare con S.Ambrogio a Cavallo, che discaccia gli Ariani, di Ambrogio Figino. Ne' comparti di detta Cappella vi sono diverse figure in piedi, un S. Giovanni Battista con alcuni Angioli, e un S. Carlo del Cerano, un S. Gervaso, e Protaso di Camillo Procaccino. S. Barnaba, e S. Sebastiano di Giulio Cesare Procaccini.
Sopra detti Quadri vi sono alcune mezze figure. S. Francesco del Cerano, il Salvatore, e S. Pietro Martire, di Daniel Crespi, S. Ambrogio e S. Agostino di Carlo Francesco Panfilo, e S. Antonio da Padova, dello stesso.
S. Giuseppe di Guido Reni.
Un'Istoria grande di Costantino Imperatore, che del S. Chiodo ne fa formare il freno al suo cavallo, di Giulio Cesare Procaccino.
La Nascita di S. Ambrogio, del Duchino."
Piero Bellini, Il Palazzo dei Giureconsulti (contenuto in Ettore Verga, La Camera dei Mercanti, Milano 1914)
Pagine 254-255, descrizione della Cappella dei Giureconsulti, posta al primo piano.
Gli autori che parlano del palazzo sono il Lattuada, il Torre e il Sormani.
Il Torre col suo stile ampolloso dice:
"Consiste il sito del Collegio in due lunghe sale con altre stanze, occupatane già una in numerosa libreria e due portici esteriori per passaggio, con colonne doppie per sostentamento degli archi, e tra le due sale apresi vaga cappella, in cui dicesi cotidiana messa, havendo sull'altare gran tavola colorita Ambrogio Figini rappresentando in essa la Vergine col Bambino, San Michele con un altro santo. E le pitture delle ncchie sono di Giulio Cesare Procaccini e così Antonio Busca affaticossi con figure in bizzarria e tempera per ornare la volta della seconda sala".
Il Lattuada allega alla descrizione del palazzo una veduta della facciata un po' fantastica e per la torre che presenta a modo suo e per avere disegnato come se fosse riempito di vivo lo stretto spazio tra le colonne anziché da colonne isolate. Apprendiamo dalla narrazione che:
"gli illustri cavalieri e dottori per segno di gratitudine hanno fatto gettare in bronzo l'effigie delle teste di ambedue questi Papi (Pio IV e Sisto V) dal petto in su e l'hanno collocate ad eterna memoria nella cappella del loro collegio"
Il Lattuada descrive la facciata esterna coi busti degli uomini illustri tra gli archi, e le armi papali colle sei palle dell'impresa dei medici ripetute nel cappello delle finestre. Poi ci descrive l'interno principiando dalla sala a sinistra di chi guarda la torre.
"Le stanze interiori del collegio hanno principio da una vasta sala in cui si hanno le funzioni dei pubblici addottoramenti. E' questa tutta dipinta con architettura finissima di Giuseppe Antonio Castelli d Monza il quale vi lasciò il luogo per ripartirvi i ritratti dei cardinali che furono dottori dello stesso collegio. Nelle volte si vedono tre grandi ovati finiti con vaghissime pitture a fresco di Federico Panza, Stefano Maria Legnano ed Ambrogio Besozzi. Havvi poi altra lunga sala tutta ricoperta di ritratti di uomini insigni nelle cariche prelatizie e togate, parimenti dottori di questo collegio, colla volta dipinta da Antonio Busca eccellente dipintore; e qqui si conferiscono le lauree nelle altre facoltà e scienze.
In questa sala sta appeso un trofeo di legno intagliato messo ad oro e bronzo in cui stanno i ritratti dell'augustissimo imperatore Carlo VI felicemente regnante, del serenissimo principe Eugenio Francesco di Savoja a destra del sg. Marchese Pirro Visconti a sinistra circondati di insegne corrispondenti al grado di cadauno".
Seguono altre notizie interessanti sulla cappella.
"Si entra di poi nella cappella dedicata a San Giovanni Evangelista in cui stanno riposte insigni pitture: l'immagine dell'altare rappresentante Maria Vergine con Gesù Bambino e San Michele di Ambrogio Figino, ed altre immagini dentro le nicchie di Giulio cesare Procaccino".
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